Rocca Borgesca

Si narra che Cesare Borgia nel 1503 la fece costruire non a difesa della città ma per tenere in soggezione i cittadini nostalgici della dinastia varanesca: pare infatti che i suoi cannoni fossero rivolti verso il centro. La rocca era divisa dalla città da uno strapiombo superabile con un audace ponte, successivamente fu riempito per volere di papa Clemente X Vescovo di Camerino.

Dal piazzale della Vittoria, con il Monumento ai Caduti dello scultore Giuseppe Tonini, si accede ai giardini che furono ricavati dalla riempitura del fossato e spalti adiacenti che circondavano l’antica rocca ai tempi di papa Clemente X (1670-1676).

Voluta da Alessandro VI Borgia ‘per sospetto’ dei camerti sottomessi nel 1502 dal figlio Cesare, progettata da Lodovico Clodio (+ 1514), figura poliedrica ed inquietante di prelato, fu quasi ultimata col lavoro di manuali convocati da molte città tra il maggio e l’agosto 1503, prolungando i muri di sostegno che cingevano già il convento di San Pietro in Muralto ed inglobandolo.

Giovanni Maria Da Varano la completò, la mise in comunicazione sotterranea con il palazzo ducale e la armò: quarantadue bocche di fuoco in ferro e bronzo, codette e smerigli, archibugi, mortai, cannoni, serpentini.., e corrispondenti cavalli e soldati. La pianta ha tracciato trapezoidale che delimita la piattaforma interna sul bordo di un precipizio; sui vertici ad est e ad ovest due torrioni cilindrici, su quello nord un grande mastio quadrangolare che ai tempi di Clemente VII custodì il tesoro di Loreto; fino al 1852 fu lazzaretto; per prendere pietra, nel 1867, fu parzialmente smantellato insieme alla chiesa di San Pietro di Muralto e parte del convento che Giulio Cesare aveva fatto costruire nel 1480 per i minori, su un precedente monastero.

Il piazzale offre ai bambini spazio e aria. L’ala restata del convento (ore sede di un caratteristico ristorante) ha due piani di sale a volta, ariose, rinascimentali, ove morì il beato Pietro da Mogliano, quasi librate sullo spalto con quel panorama sui Sibillini che mandava in visibilio Giulio Cesare.

Sulla strada che varca le mura castellane in simmetria con la porta Malatesta, ad angolo, era la porta Della Rovere.

Colmati i fossati, demoliti gli edifici interni e rimosse le merlature, la rocca si qualifica come superbo belvedere. Il giardino fu realizzato 1924, integrando alberi piantati già nell’800. Al suo interno sono ospitati i busti di due illustri personaggi: il compositore Filippo Marchetti e il drammaturgo Ugo Betti.

Informazioni

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Costruzione 1503

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