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Camerino

-Museo di Scienze Naturali
Il Museo di Scienze Naturali dell'Università di Camerino è stato istituito allo scopo di promuovere la ricerca scientifica, la divulgazione e la didattica museale legate alla Natura delle Marche e dell'Appennino centrale. Si articola in tre sezioni: una geo-paleontologica, che presenta una notevole collezione di vertebrati fossili del Quaternario; una zoologica, con esemplari di fauna regionale, i reperti fossili esposti provengono dal Bacino di Colfiorito e più precisamente da Collecurti e Madonna del Piano, nel comune di Serravalle di Chienti;Un Erbario attualmente conservato presso il Dip.di Botanica. Nella foto: Hippopotamus antiquus
Si articola in tre sezioni: una geo-paleontologica, che presenta una notevole collezione di vertebrati fossili del Quaternario; una zoologica, con esemplari di fauna regionale, i reperti fossili esposti provengono dal Bacino di Colfiorito e più precisamenteda Collecurti e Madonna del Piano, nel comune di Serravalle di Chienti;Un Erbario attualmente conservato presso il Dip.di Botanica. Il nucleo centrale del museo, ospitato nel quattrocentesco complesso S. Domenico, è rappresentato dai mammiferi fossili di Collecurti e Cesi: elefanti, ippopotami, rinoceronti e altri animali. Accanto ai reperti, sistemati in nuove vetrine di moderna concezione, sono disponibili approfondimenti multimediali e ricostruzioni di scavo, recupero e restauro, con cenni alle metodologie utilizzate. Nelle altre sale vengono presentate: una collezione etnoantropologica raccolta presso gli Indi Yano
Apertura in estate: lunedì-venerdì 9-13. 15-19. Visitabile anche a richiesta
ingresso gratuito
Indirizzo Piazza dei Costanti
Telefono +39 0737403100
approfondimenti
e-mail
Proprietà: Università degli Studi
-Museo Diocesano “Giacomo Boccanera”
Il Museo diocesano di Camerino, intitolato a Mons. Giacomo Boccanera, quale ideatore primo promotore dello stesso, dopo alcuni anni di chiusura, è stato riaperto al pubblico l'8 dicembre 2004, a seguito dei restauri dovuti ai danni del sisma del 1997 e ai lavori di allestimento finanziati con un contributo Docup concesso dalla Regione Marche.
SedeIl Museo Diocesano ha sede nel Palazzo Arcivescovile, eretto dal vescovo Berardo Bongiovanni (
Aperto dal 1
Ingresso a pagamento, accessi facilitativisite guidate (su prenotazione)
Indirizzo Piazza Cavour, 12
Telefono +39 0 737 630 400 (Curia)
Cellulare+39 338 58 35 046 (visite guidate)
e-mail
Proprietà: Ecclesiastica
-Museo Storico Cappuccino
Il Museo, ubicato all'interno del Convento dei Cappuccini, conserva oggetti d'artigianato, umili oggetti d'arte come stampe, tabernacoli, tutti realizzati con materiale povero, espressione tipica di "arte minore" opera dei frati Cappuccini dal '500 ad oggi;si conservano inoltre macchine per scrivere, apparecchi fotografici, macchine per cucire, vasi in terracotta, strumenti di lavoro e strumenti di penitenza. Con l'istituzione del Museo Storico Cappuccino, che ha sede in un'ala del Convento di Renacavata di Camerino, costruzione del XV e XVI secolo, si è voluto valorizzare il patrimonio storico-artistico dei Cappuccini delle Marche, allestendo i prodotti dell'attività e dell'artigianato dei frati, testimonianze della loro vita ascetica ed operosa. Considerando le espressioni dell'artigianato cappuccino, è da ricordare la lavorazione dei vimini cui nasce la così detta sporta del cappuccino, lavorata secondo una varietà di intreccio che delinea un particolare disegno geometrico. Ma è la lavorazione del legno quella in cui i Cappuccini hanno espresso mirabilmente la loro abilità manuale. Nel Museo quest'ultima è documenta soprattutto da una serie di eventi reliquiari dalle elaborate forme architettoniche dei secoli XVII e XVIII. Anche l'arte dell'intaglio è ben testimoniata: segnaliamo un bellissimo Crocifisso in legno di bosso del secolo XVIII e tre Crocifissi in avorio dei secoli XVII e XVIII. Nel Museo si possono ammirare incisioni su rame con soggetti mariani e francescani dei sec. XVII-XVIII; oggetti in ceramica e terracotta dei sec. XVII-XIX. Infine due opere di particolare interesse artistico: un Paliotto in cuoio lavorato e dipinto con S. Serafino da Montegranaro del sec. XVII ed una Deposizione di scuola romana del sec. XVI. Altro lavoro artigianale documentato nel Museo è quello della paglia: si tratta di raffinati manufatti lavorati con pagliuzze colorate, a mò di tessere di mosaico, dove il disegno è costituito da un motivo geometrico o floreale, tra questi si possono ammirare paliotti, carteglorie ecc. Inoltre sono presenti materiali pertinenti alla vita ed attività dei frati. Della raccolta segnaliamo la collezione di stampe raffiguranti i Cappuccini più illustri dal 1525 al 1612, denominata "Flores Seraphici", opera del cappuccino Carlo d'Aremberg che si avvale degli incisori fiamminghi Loffler. Di particolare interesse nella piccola Chiesa annessa al Convento, una Madonna in Trono col Bambino tra i Santi Francesco ed Agnese, grande maiolica di Frà Mattia della Robbia (1522 - 1527).
Il Museo, ubicato nel Convento dei Cappuccini, conserva oggetti d'artigianato, umili oggetti d'arte, tutti realizzati con materiale povero, si conservano inoltre macchine per scrivere, apparecchi fotografici, macchine per cucire, vasi in terracotta, strumenti di lavoro e strumenti di penitenza. Anche l'arte dell'intaglio è ben testimoniata: c'è un bellissimo Crocifisso in legno di bosso del secolo XVIII e tre Crocifissi in avorio dei secoli XVII e XVIII. Nel Museo si possono ammirare incisioni su rame con soggetti mariani e francescani dei sec. XVII-XVIII; oggetti in ceramica e terracotta dei sec. XVII-XIX. Infine due opere interessanti: un Paliotto in cuoio lavorato e dipinto del sec. XVII ed una Deposizione di scuola romana del sec. XVI. Nella piccola Chiesa annessa al Convento, c'è una grande maiolica di Frà Mattia della Robbia (1522 - 1527).
Aperto su richiesta
Ingresso gratuito
Indirizzo Via S. Gregorio, 5
Telefono +39 0 737 644 480
Proprietà: Ecclesiastica
-Orto Botanico
Situato alla base delle antiche mura castellane che delimitano la città e precisamente in corrispondenza del palazzo ducale, l'Orto si trova al di fuori del centro storico vero e proprio, anche se strettamente collegato con esso se non altro per una ragione di continuità.
Nella lettera del 29 marzo 1827 del Gonfaloniere Conte Ascanio Parisani, indirizzata al Monsignor Tesoriere Generale in Roma per ottenere il permesso di costruzione dell'Orto Botanico, si fa riferimento a "un terreno ortivo di spettanza della Reverenda Camera Apostolica e sottoposto fuori delle mura della città al Palazzo della Delegazione (cioè il palazzo ducale), che anche a giudizio del Professore si è creduto atto alla costruzione dell'Orto Botanico". Il professore al quale si allude era il prof. Vincenzo Ottaviani, il quale fin dal suo arrivo a Camerino nel 1826 si era interessato alla fondazione dell'Orto Botanico. In una lettera di cui si conserva la minuta, ma della quale non è nota la data e il destinatario, Ottaviani scrive infatti che il luogo migliore per la costruzione dell'Orto Botanico "sia l'Orto di Monsignor Delegato, perché cinto di mura, grande a sufficienza, esposto a mezzogiorno ed abbondante d'acqua", cioè il terreno ortivo di cui si parla in precedenza.L'Orto Botanico venne poi istituito dal pontefice Leone XII con il chirografo del 9 aprile 1828.La città di Camerino è delimitata da potenti mura e bastioni che la sostengono da tutti i lati in modo da stabilire un'interruzione molto marcata fra il ripiano sommitale del rilievo collinare su cui sorge e le pendici sottostanti: "una specie di castello con mura molto alte e irregolari", come ha scritto il drammaturgo Ugo Betti in un articolo rievocativo della sua città natale.Normalmente le mura servono per delimitare e racchiudere la città, ma nel caso di Camerino contribuiscono anche a sostenerla sulla sommità di un colle molto stretto e allungato, che ha anche condizionato, nel corso dei secoli, la sua forma urbis.Per tale ragione, l'area sulla quale sorge l'Orto Botanico, di un ettaro circa, si trova 27 metri più in basso rispetto al piano cittadino e l'accesso all'Orto è reso possibile sia dalla base delle mura, ove si trova l'ingresso vero e proprio, ed in tal caso si entra nel giardino attraverso un viale pianeggiante, sia dall'alto: si accede al giardino dalle logge rinascimentali del palazzo ducale percorrendo la scala a chiocciola di 106 gradini in grossi mattoni fatta costruire da Papa Pio V nel 1568.Quando è stata eseguita la stampa di Camerino del Salmon (1757) l'Orto Botanico ancora non esisteva, ma su di essa si possono notare molto bene le caratteristiche architettoniche della città, con tutto il suo sfoggio settecentesco di torri, palazzi e. campanili e ancora una volta le mura e alla loro base, in corrispondenza del palazzo ducale, l'area sulla quale circa 70 anni dopo sarebbe sorto l'Orto Botanico. Una delle principali caratteristiche dell'Orto Botanico di Camerino è l'intima unione con le antiche mura e con gli edifici che su di esse sorgono, fra cui - in particolare - il palazzo ducale; il rapporto fra le mura e l'area verde sottostante, rappresentata dall'Orto Botanico, si può notare molto bene in tutte le mappe del giardino, come in quella fatta eseguire da Berlese (1895), che è abbastanza simile alla situazione odierna.Dalla piazza principale di Camerino l'Orto Botanico non si può vedere, essendo coperto dagli edifici del palazzo ducale, ma entrando "sottocorte" esso appare quasi improvvisamente attraverso il grande portale che immette sulla balconata incombente sull'Orto; analoghe, pur con molte varianti, sono le possibilità di osservare gli alberi del giardino da altri balconi e cortili del palazzo ducale. Dalle logge rinascimentali e dai balconi del palazzo ducale appaiono le chiome dei grandi alberi secolari, alcuni dei quali risalgono all'epoca della fondazione del giardino: Liriodendron tulipifera, Gingko biloba, Platanus hybrida, Fagus sylvatica, Acer pseudoplatanus, Cedrus atlantica, Paulownia tomentosa, Pinus nigra, Taxus baccata, Stphylea pinnata, Quercus cerris, Quercus ilex, Celtis australis ed altre specie, costituiscono una stupenda cornice di verde agli edifici e alle mura di questa parte della città.Le fondamenta del palazzo ducale, sotto forma di archi e avvolti sovrapposti, poggiano sui banchi di arenaria di cui affiorano alcuni strati a livello del piano dell'Orto Botanico; in essi sono stati aperti già nei secoli scorsi alcuni grottoni che in seguito sono stati adattati a serre fredde per la conservazione nei mesi invernali delle specie esigenti in fatto di clima.La parte in pendio dell'Orto, chiamata in passato "boschiva", è caratterizzata dalla presenza di grandi alberi che danno l'impressione di un giardino all'inglese; però essa è intersecata da numerosi vialetti delimitati da siepi di bosso potato all'italiana, che congiungono i vari settori dell'Orto. Nella parte pianeggiante del giardino sono coltivate numerose specie erbacee e arbustive, disposte in aiuole di forma rettangolare, che si notano anche sulla mappa di Berlese.Un vaso settore è destinato alla coltivazione di piante medicinali e alcune grandi aiuole rocciose ospitano molte specie della flora di alta quota dei Monti Sibillini e di altri massicci montuosi dell'Appennino centrale.Nel giardino si trovano anche alcune vasche e fontane con piante acquatiche ed in una di esse - di forma rotonda - nel 1995 è stata collocata un'opera dello scultore Gino Marotta denominata "Universo vegetale", di struttura metallica e sovrastata da un Apollo in bronzo fuso.L'Orto Botanico è delimitato verso la sua parte esterna da un muro che inizia poco sotto la porta Caterina Cybo (intitolata ad una delle donne più colte dell'Italia del suo tempo e consorte di Giovanni Maria Varano) e che si prolunga parallelamente all'andamento del palazzo ducale fino all'entrata principale dell'Orto. Al di fuori di questa cinta muraria minore si trova un viale di ippocastani, ricordati già dal Reali (1871 - 1876), che costituiscono un ulteriore ampliamento della massa di verde del giardino.
Aperto dal lunedì al venerdì: mattino dalle ore 9.00 - alle ore 13.00 pomeriggio dalle ore 15.00 - alle ore 17.00 Informazioni e prenotazioni: Tel.+39 0 737 - 403 084
Ingresso gratuito
Indirizzo Viale Oberdan, 2
Telefono +39 0 737 403 084
Proprietà: Università degli Studi
-Pinacoteca e Museo Civici
Il complesso monumentale del Convento San Domenico edificato dopo il sacco svevo del 1259 nel borgo di San Venanzio non ancora recinto da mura e successivamente arricchito di portico dal camerte fr. Antonio Lilli avo dello storico Camillo, è dal 1997, dopo un accurato restauro conservativo, la nuova sede dei musei civici. Dal 2002 è anche sede del Museo di Scienze Naturali dell'Università di Camerino
Le collezioniIl Museo archeologico raccoglie reperti dal paleolitico all'età romana, mosaici e frammenti di affresco, iscrizioni dedicatorie e funerarie, raccolte numismatiche, collezioni di vasi greci ed italici, frammenti di strutture architettoniche di varia epoca e provenienza. Nell'Antiquarium sono esposti materiali di importanti nuclei collezionistici. La sezione topografica secondo un ordinamento - topografico, cronologico e tipologico - raccoglie le testimonianze epigrafiche e i reperti relativi all' insediamento preromano, alla città romana e al territorio nelle varie epoche. La Pinacoteca è caratterizzata dalle opere dei pittori camerti che nel Quattrocento incontrarono fortuna in Italia e ai quali nel 2002 è stata dedicata una mostra di valenza internazionale: vi risaltano Olivuccio di Ciccarello con l'Imago pietatis, Arcangelo di Cola con la Madonna in trono col Bambino; Di Giovanni Angelo d'Antonio interprete (o precursore?) della pittura colta e raffinata di Piero della Francesca, si può ammirare, tra le altre, la splendida tavola dell'Annunciazione e Cristo in Pietà, il manifesto più sorprendente del quattrocento marchigiano. La Pala di Bolognola, capolavoro giovanile di Giovanni Angelo d'Antonio, di proprietà della Galleria Nazionale di Palazzo Venezia, è pure in mostra nelle sale della pinacoteca civica.Di Girolamo di Giovanni si può ammirare tra le altre sue opere il ciclo pittorico a fresco della chiesa rurale di Patullo, ricostruito nelle sue dimensioni reali, raffigurante le Storie della Passione.Pregevoli sono una grande Croce dipinta (XIII sec.) attribuita al Maestro dei Crocifissi francescani, di proprietà della Fondazione della Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, due tele di Valentin de Boulogne (XVII sec.) della Collegiata di Santa Maria in Via e una bella serie di ritratti (secc.XVII-XVIII) dei da Varano, i dinasti che nei secoli XIII-XVI ressero la signoria e il ducato di Camerino. Vasi antichi di ceramica pesarese (secc. XVIII-XIX) e trentacinque splendide sculture di arte contemporanea del maestro Bruno Bartoccini (1910-2001) completano le raccolte civiche.(testo a cura della direzione della Pinacoteca e del Museo civici di Camerino)
Aperto dal martedì alla domenica: dal 1
Ingresso a pagamento; Accessi facilitatiAudioguide, Visite guidate e Laboratori didattici (su prenotazione), BookshopItinerari guidati nel territorio (aprile-settembre su prenotazione)
Indirizzo Piazza dei Costanti
Telefono +39 0737 402309 - 402310
Fax +39 0 737 402311
e-mail
Proprietà: Comunale